9yljnxliLa città di Aversa, fondata nel 1022, ha un centro storico caratterizzato dalla presenza di numerosi edifici sacri, tanti da guadagnarsi l’appellativo di “città delle cento chiese”.E’ stata patria di diversi uomini che si sono distinti nel diritto, nella teologia, nella psichiatria, nella politica, nelle scienze, e nell’arte. Ma è soprattutto nella musica che Aversa è stata madre generosa più di ogni altra città al mondo: Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli e Gaetano Andreozzi sono nati nella nostra città.

L’enogastronomia del territorio aversano vanta alcune punte di eccellenze di livellomozzarella internazionale. A cominciare dalla mozzarella di bufala, prodotto molto ricercato in tutto il mondo, regina della tavola mediterranea, oggi patrimonio DOP della Campania. Da non dimenticare, inoltre, la mela annurca, frutto di origini millenarie. Tra i dolci tipici sono da segnalare la Pietra di San Girolamo, una
sorta di torrone ideato dai monaci dell’omonimo convento, e la Polacca, dolce ripieno di crema e amarena, il cui nome, secondo alcune tesi, fu un omaggio degli aversani alla Regina polacca, Maria Casimira de Lagrange de Arquien, ospite della città nel 1707.
Ovviamente non possiamo dimenticare un’altra importante perla del territorio: l’Asprinio di Aversa, vino D.O.C., prodotto dalla tipica alberata aversana, dove la vite, maritata agli alberi di pioppo, si sviluppa in altezza per oltre quindici metri. La produzione dell’Asprinio fu avviata ad Aversa dal provenzale Louis Pierrefeu, cantiniere di Re Roberto d’Angiò, agli inizi del 1300.
Da menzionare anche una specialità tipicamente aversana chiamata “scarpariello”. Si tratta di un primo piatto che deriva dalla tradizione degli “scarpari” (i calzolai di Aversa) o meglio delle loro consorti di preparare con gli avanzi del ragù domenicale un piatto a base di sugo e formaggi vari. Un piatto molto amato dall’attore americano Arnold Schwarzenegger.

Nel 1990 Aversa è diventata sede universitaria con l’istituzione di due prestigiose facoltà: Architettura ed Ingegneria. Aversa, oltre ad avere nella sua stazione ferroviaria un importante nodo, nella tratta Napoli Roma, è collegata al capoluogo di regione dalla Metropolitana, con due stazioni, Aversa Centro ed Aversa Ippodromo e da una serie di superstrade e di assi viari che la mettono in rapido collegamento con i centri vicini. Papa Giovanni Paolo II sostò due giorni, il 12 e il 13 novembre del 1990, ad Aversa. Nell’occasione l’ex Campo Profughi fu liberato degli alloggi per i rifugiati e trasformato nell’attuale parco pubblico “Salvino Pozzi”.
Per quanto concerne l’impiantistica sportiva la città, nota anche per l’ippodromo “Cirigliano”, dove – va ricordato – fece il suo debutto nelle corse il pluripremiato cavallo Varenne, è dotata di un piccolo stadio, l’«Augusto Bisceglia», migliorato negli ultimi anni per la presenza dell’Aversa Normanna, che milita in Lega Pro da quasi un decennio, e del Palazzetto dello Sport intitolato a Maria Teresa Jacazzi.


LA STORIA DELLA CITTA’

Il nome della città deriva dal luogo della sua fondazione Sancti Pauli ad Averze.10846507_10202845685853634_8649220515186380847_n La radice del suo nome richiama quello di Velsu, una delle dodici città etrusche non ancora individuate. Con il passare delle generazioni è stato poi corrotto in Verzelus, Versaro e quindi in Averse. Prima dell’avvento dei Normanni, nell’XI secolo, la città non esisteva ancora ed il territorio era popolato da piccoli raggruppamenti, casali e ville. Quasi al centro di una delle maglie della centuriazione romana esisteva il casale Sancti Pauli ad Averze.

La città fu fondata ufficialmente da Rainulfo Drengot dei principi di Quarrel il quale già nel 1022 aveva occupato un palazzo-castello che sorgeva accanto alla chiesa votiva di Sancte Paulum at Averze cingendo un’area pressoché circolare con fossi e siepi.

drengotNel 1030 diventa la prima contea normanna d’Italia. Da qui partì la conquista dei Normanni in tutto il meridione. Dei dodici conti normanni che si susseguirono alla guida della città, va ricordato, senza dubbio, Riccardo I. Abile stratega militare e saggio governante, riuscì in pochi anni a conquistare un piccolo regno che comprendeva il principato di Capua, l’intera Terra di Lavoro e il ducato di Gaeta.
Il suo capolavoro militare e nel contempo diplomatico lo manifestò durante la battaglia (18 Giugno del 1053) di Civitate sul Fortore nel beneventano contro papa Leone IX. Riccardo dopo aver sconfitto il pontefice non lo trattò da prigioniero, ma si inginocchiò dinanzi a lui, scortandolo sino a Roma. Leone IX, in seguito salito agli onori degli altari, volle ricompensarlo donando ad Aversa la cattedra episcopale. Nasceva così la Diocesi di Aversa, che tanto ha influenzato la storia della città lasciando un patrimonio storico artistico di eccezionale pregio.

Dopo il periodo normanno Aversa segue le sorti della vicina Napoli. Arrivano gli angioini, che amavano risiedere con la corte per lunghi periodi dell’anno proprio nel castello aversano. Ed è qui che il 18 settembre del 1345 fu assassinato il principe Andrea d’Ungheria, marito della regina Giovanna I d’Angiò. La congiura di palazzo ebbe grandi ripercussioni in Europa e il re Luigi il Grande d’Ungheria, uno dei più importanti sovrani nella storia ungherese decise di vendicare personalmente la morte del fratello venendo, per ben due volte, con l’esercito, proprio ad Aversa e facendo impiccare ad Aversa, il 23 gennaio del 1348, dalla stessa finestra da cui era stato impiccato il fratello Andrea, alcuni nobili, tra cui il duca Carlo di Durazzo che era il maggior pretendente alla corona napoletana. La presenza angioina portò grandi benefici alla città. Sorse allora la Real Casa dell’Annunziata (1318), ci fu un notevole incremento demografico e in città transitarono alcuni tra i maggiori artisti dell’epoca; da Giotto a Tino da Camaino, da Francesco Petrarca al Boccaccio, solo per citarne alcuni.

Meno fortunato, invece, fu il periodo aragonese, in cui tuttavia fu edificato un tribunalesecondo castello che oggi ospita, da poco più di un anno, il terzo tribunale d’Italia dopo quelli di Roma e Milano. Nel Settecento la città deve molto alla presenza di un Vescovo illuminato come il cardinale Caracciolo che fece ampliare la antica cattedrale normanna, costruire il nuovo il Seminario diocesano, dando impulso alle arti.

Agli inizi dell’Ottocento, per volontà di Gioacchino Murat, ad Aversa fu fondatomanicomio il Manicomio. Tornati a seguito del Congresso di Vienna i Borbone a Napoli, il primo manicomio fondato dai francesi non fu abolito ma si trasformò in Real Casa dei Matti che ebbe un’eco europea, tanto che ad Aversa giunsero persino delle teste coronate per visitarlo e importanti politici, tra cui anche Klemens von Metternich.
Aversa dopo esser stata sede del primo manicomio italiano fu anche sede del primo manicomio criminale ovvero dell’ Ospedale Psichiatrico Giudiziario, secondo al mondo dopo quello di Broadmoor nei pressi di Londra. Di questa struttura saranno “ospiti” alcuni personaggi eccellenti, tra cui citiamo Leonarda Cianciulli, la famigerata saponificatrice di Correggio e la contessa Pia Bellentani, le cui storie ebbero risalto mediatico nell’Italia del secondo dopoguerra.

Alla vigilia dell’Unità di Italia, la notte prima della storica battaglia sul Volturno, Giuseppe Garibaldi sostò ad Aversa nel palazzo dei baroni Ricciardi Serafini de Conciliis, cercando ed ottenendo anche una ingente somma di danaro da Francesca de Paola, ereditiera e donna di fiducia del barone.
Il primo sindaco di Aversa nell’Italia unita fu Gaetano Parente, a cui si deve un importante ricerca storica sulla città oltre che tante opere meritorie fatte da amministratore tra cui l’istituzione della biblioteca comunale. Da ricordare sicuramente anche Francesco Orabona che fu Sindaco della città dal 1876 al 1891. A lui si deve l’arrivo dell’acqua potabile in città, con l’inaugurazione dell’acquedotto di Serino, e la stazione ferroviaria, oltre a tante altre opere di ammodernamento urbano.

Durante la seconda guerra mondiale Aversa non fu risparmiata né dalla ferocia nazista né dai bombardamenti degli Alleati, nonostante in città vivesse lady Sophia Steven, sorella del colonnello Harold Stevens, il famoso conduttore di Radio Londra, la quale aveva sposato un Fiordiliso.